Femen sotto attacco

La sede principale di Parigi bruciata, tre membri e il fotografo ufficiale arrestati, la leader del movimento picchiata a sangue due volte in pochi giorni e un consulente malmenato e sfigurato. Questo il bilancio dell’offensiva lanciata contro il movimento ucraino FEMEN nelle ultime settimane, poco prima dell’arrivo di Vladimir Putin e del Patriarca di Mosca Kirill a Kiev, per le celebrazioni di un’importante ricorrenza storico-religiosa.

A pochi mesi di distanza dal vertice di Vilnius, dove verrà deciso il futuro dell’Ucraina da qui ai prossimi anni, a Kiev, nel silenzio generale dei media occidentali, va in atto la repressione cruenta del movimento FEMEN.

Prima l’incendio nella sede principale di Parigi – dove il movimento si è trasferito da qualche mese;

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Foto: http://www.femen.org 

poi un primo pestaggio della leader del movimento, Anna Hutsol a cui segue quello dell'”ideologo”, Viktor Svyatskiy.

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Ieri, 27 Luglio, la sequenza procede con l’arresto di tre attiviste e di un fotografo del movimento e con un ulteriore pestaggio di Anna Hutsol.

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I nemici delle FEMEN, dentro e fuori l’Ucraina, sono molti. Recentemente, in Tunisia, un’attivista del movimento, Amina Tyler, è stata incarcerata per la propria attività. In seguito a ciò, due FEMEN francesi e una tedesca hanno scoperto in pubblico il proprio seno, di fronte al palazzo di giustizia di Tunisi, per protestare contro la mancata concessione della libertà condizionale alla ragazza. La somma di questi fatti ha lasciato diversi strascichi nel mondo musulmano.

Ma è probabilmente più vicino alla sede del movimento di Kiev che si trovano le cause di queste misure intimidatorie e repressive. Proprio il 27 luglio è stata celebrata un’importante ricorrenza storica che lega I popoli russo e ucraino dal punto di vista religioso. Per questo motivo, nella capitale ucraina si trovavano contemporaneamente il Patriarca di Mosca, Kirill, e il presidente russo Vladimir Putin, entrambi negli ultimi anni oggetti di forti critiche da parte delle attiviste del movimento “sExtremista”.

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Foto: http://www.femen.org

A essi non può non aggiungersi il presidente ucraino Viktor Yanukovich, anch’egli negli anni vittima delle dimostrazioni delle FEMEN.

Il movimento fa sapere tramite le pagine del proprio sito web che considera I servizi segreti di Russia e Ucraina responsabili di questi atti, dal momento che le FEMEN si accingevano a protestare nuovamente contro la venuta in Ucraina di quelli che considerano nemici del sesso femminile e dell’Ucraina stessa.

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