La missione Cox-Kwasniewski torna in Ucraina. Una nuova strategia in vista del vertice di Vilnius?

Giorni cruciali in vista del vertice di Vilnius sull’Eastern Partnership, in occasione del quale Ucraina e Unione Europea potrebbero siglare un Accordo di Associazione di grande importanza per il futuro del paese.

Il 29 luglio 2013, la missione di controllo composta dall’ex Presidente del Parlamento Europeo, Pat Cox, e dall’ex Presidente Polacco, Aleksander Kwasniewski, ha fatto ritorno in Ucraina dopo l’ultima missione tenutasi nel maggio 2013.

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A. Kwasniewski, P. Cox; Foto: http://www.interfax.com.ua

Secondo quanto riporta la Radio Polacca, la visita avrà la durata di tre giorni e avrà come scopo principale l’incontro con rappresentanti del governo e con membri dell’opposizione, tra cui Yulia Tymoshenko, nel rispetto quindi del mandato della missione su cui il primo ministro ucraino, Mykola Azarov e il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, avevano trovato l’accordo nella primavera 2012.

L’incarico della missione è quello di monitorare l’evoluzione di alcuni temi su cui la Commissione Europea ha chiesto interventi al governo ucraino come condizione per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. L’attenzione di Cox e Kwasniewski sarà rivolta soprattutto verso i casi di “giustizia selettiva” che, al momento della formazione della Commissione, coinvolgevano principalmente tre ex ministri del precedente governo: Yurij Lutsenko, Gregoryj Filipchuk e Yulia Tymoshenko. Nell’aprile 2013 la missione ha visto un parziale coronamento dei propri sforzi con la liberazione dei primi due, ma è il caso Tymoshenko quello su cui si gioca il braccio di ferro tra Unione Europea e governo ucraino. Come già scritto su queste pagine, la liberazione della Tymoshenko ha assunto un valore simbolico (e non solo) fondamentale per alcune cancellerie europee.

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Lutsenko esce dal carcere dove era detenuto. Foto: EPA/Aleksandr Kosarev; www.thenews.pl

Secondo i bene informati infatti, Bruxelles si aspetta da questa visita della missione una strategia che conduca alla liberazione di Yulia Tymoshenko prima del vertice di Vilnius. Ciò permetterebbe di sbloccare l’impasse creata dal nein tedesco in merito alla firma dell’accordo nel caso in cui l’ex primo ministro ucraino non fosse liberata.

Secondo diversi esperti, numerosi governi europei – soprattutto dell’Europa orientale – temono di “perdere” l’Ucraina nel caso in cui l’Accordo di Associazione non venisse siglato, abbandonandola al destino della Bielorussia di Lukashenka.

L’idea (speranza) di fondo è che le strutture di cooperazione politica e i rafforzati legami economici che tale accordo instaurerebbe tra Kiev e Bruxelles potrebbero limitare la deriva autoritaria presa dal governo Yanukovich-Azarov negli ultimi mesi.

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