La scelta di Kiev: sarà Europa

Un passo decisivo verso Bruxelles 

Già da ieri era possibile percepire l’importanza della seduta odierna del parlamento ucraino, la Rada, per quanto riguarda il processo di eurointegrazione di Kiev. Oggi sono arrivate le conferme.

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La Rada in seduta; foto Ukrinform

Tra mattina e pomeriggio del 4 settembre, il Presidente Viktor Yanukovich ha ottenuto il consenso dei deputati del suo partito per l’adozione di alcuni atti normativi con cui l’Ucraina modifica la propria legislazione, assecondando alcune delle condizioni dettate dalla UE per la firma di quello che viene definito “uno storico accordo” di Associazione con Bruxelles (come il presidente li abbia convinti, è un altro discorso).

Il giorno successivo, il 5 settembre, al parlamento ucraino, le misure per l’ampliamento delle garanzie di autonomia dal potere esecutivo per i giudici sono state effettivamente adottate, mentre già da giorni si vocifera, nonostante smentite ufficiali da parte del Presidente in persona, che la liberazione (e il probabile esilio in Germania) di Yulia Tymoshenko – ex primo ministro e fino a qualche mese fa principale figura dell’opposizione – sarebbe questione di settimane, se non di giorni.

Non è tutto. Nell’ebbrezza fortemente decisionista in cui si trova dopo mesi di tentennamenti, il governo Azarov sembrerebbe aver trovato una soluzione anche per la questione dei seggi vacanti alla Rada, sorta dopo alcune controverse decisioni della Commissione Elettorale Centrale relativamente alla revoca del mandato parlamentare ad alcuni deputati eletti in occasione delle elezioni dell’ottobre 2012. Il 15 dicembre 2013 verranno tenute nuove elezioni nei collegi uninominali il cui eletto è stato rimosso. Il governo viene così incontro alle richieste dell’opposizione, mostrando un’inedita volontà di dialogo.

Queste misure giungono come una boccata d’aria fresca per chi a Kiev vedeva le porte dell’Europa chiudersi sempre più velocemente in vista del vertice di Vilnius, dove l’Accordo di Associazione tra Ucraina e Unione Europea dovrebbe essere siglato tra 28 e 29 novembre.

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Il 28-29 novembre 2013 si terrà a Vilnius il summit sulla Eastern Partnership, programma di cooperazione con alcuni paesi ex-sovietici, in occasione del quale potrebbe essere firmato l’accordo di associazione tra UE e Ucraina;

A fine 2012 infatti, il Consiglio dell’Unione Europea ha fornito a Kiev una lista di misure politiche da adottare prima del vertice di Vilnius. Diversi alti funzionari europei hanno più volte raccomandato a Kiev di adeguarsi a tali richieste, indispensabili per mettere Bruxelles in condizione di firmare l’accordo con l’Ucraina.

Tra di esse, riforma del sistema giudiziario e soluzione al problema della giustizia selettiva troverebbero una prima risposta nelle misure adottate il 5 settembre (il cui iter non si concluderà comunque che nelle prossime settimane) e nella liberazione di Tymoshenko, così come la questione dei seggi vacanti. Posto che riguardo la liberazione dell’ex primo ministro non ci sono certezze, rimarrebbe da risolvere la spinosa questione della legge elettorale. Ma a questo punto non si può escludere che maggioranza e opposizione, fortemente motivate a concludere il processo di avvicinamento ai dettami europei il prima possibile, riescano a raggiungere un accordo anche su questo tema, così come promesso dai leader delle forze di minoranza ai funzionari della UE nelle settimane precedenti.

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