L’Ucraina lungo la via bielorussa

Il parlamento ucraino ha oggi approvato una legge che rende tracciabile e identificabile ogni possessore di una nuova sim-card telefonica (che fino ad ora erano liberamente acquistabili senza consegna di dati personali).

Un giro di vite apparentemente motivato dalla necessità di instaurare un maggiore controllo sulle comunicazioni tra cittadini. I cellulari (e internet) sono stati i principali mezzi per comunicare tra manifestanti nelle ultime settimane di protesta lungo le strade di Kiev.

Una protesta che peraltro appare sempre meno legata alla volontà di eurointegrazione di parte della popolazione ucraina, e sempre più alla volontà di scalzare dal governo una classe dirigente largamente corrotta e inetta.

Nella stessa legge sono contemplati anche forti inasprimenti delle sanzioni nei confronti dei partecipanti a manifestazioni e occupazioni di palazzi statali (aumento sensibile delle multe e dei massimali di pena).

Rese più severe le misure repressive anche nei confronti della stampa, online o cartacea, autorizzata o meno, per quanto riguarda la diffusione di “calunnie”.
Quest’ultima disposizione appare particolarmente grave dal momento che il potere giudiziario, incaricato di distinguere una “calunnia” da un'”accusa giustificata” sembra sempre meno indipendente dall’esecutivo.
A ciò è necessario aggiungere che, negli ultimi mesi, diverse decine di giornalisti sono stati arrestati o aggrediti, in alcuni casi persino messi in pericolo di vita, anche per la loro attività di denuncia degli affari meno trasparenti dell’élite al potere.

Il prossimo passo potrebbe essere l’introduzione di disposizioni che aumentino il controllo delle autorità statali sulle ONG che ricevono finanziamenti esteri, molte delle quali, lautamente foraggiate da istituzioni europee ed americane, hanno partecipato all’organizzazione del movimento EuroMajdan. (Questo tipo di legge è già presente in Russia e in Bielorussia, ma non in Ucraina).

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