La politica delle milizie irregolari

Così si ripropone un copione già visto.

Al tempo delle proteste a Kiev, sorsero gruppi di “autodifesa” (la cui spina dorsale era composta da membri dei partiti di estrema destra riuniti in Pravyj Sektor) con lo scopo di proteggere i manifestanti di EuroMajdan dagli assalti dei bruti al soldo del governo.

Ora bande di bruti armati sembrano difendere i manifestanti pro-Kiev, scesi in piazza negli ultimi giorni nelle città orientali del paese, dagli assalti di altre bande di indipendentisti armati.

Succede da qualche giorno a Kharkiv, dove “omini neri” pro-Kiev affrontano per le strade gli “omini verdi” filo-Mosca.

È successo oggi a Odessa, dove gli scontri sono culminati nell’incendio del palazzo dei sindacati, in cui sarebbero morti, a quanto riporta TSN, 15 russi e 6 abitanti della vicina Transnistria, oltre ad altri partecipanti al rally anti-Kiev.

Azioni brutali (come l’incendio di un palazzo) se compiute da questi gruppi si ripercuotono meno sull’immagine del governo, visto che essi formalmente non rispondo al ministero dell’interno.

Hanno inoltre maggiore legittimità nel condurre queste operazioni perchè ad affrontare i separatisti sono gruppi armati allo stesso modo, non dotati di scudi e armi da fuoco come la polizia.

Inoltre la partecipazione di gruppi pro-Kiev è funzionale a mostrare che la popolazione dell’est del paese non è interamente schierata con i filo-russi,

 

Nonostante il drammatico bilancio odierno, il risultato di questa politica pragmatica è finora positivo per Kiev: 0 palazzi amministrativi occupati e situazione sotto controllo nelle città in cui essa è stata adottata.

Segodnya riporta al contrario che uno dei capi dei corpi di autodifesa pro-Kiev sarebbe stato rapito a Donetsk questo pomeriggio. Qui, come a Luhansk, non sono state organizzate milizie simili a quelle viste in azione a Kharkiv e Odessa.

Da ben prima che gli scontri di oggi rendessero palese questa nuova politica mi chiedevo perchè.

La risposta che alcuni si danno (e che personalmente condivido) è che Akhmetov e Yefremov, gli uomini più politicamente ed economicamente in grado di organizzare simili milizie a Donetsk e Luhansk, non sono ancora convinti su chi vincerà e/o su chi gli convenga che vinca nelle loro regioni. A differenza dei loro colleghi a Odessa e Kharkiv.

Oggi Kiev ha concluso la giornata con un bilancio positivo per la prima volta da diverso tempo. Nonostante le intimidazioni militari russe, sta provando a riprendere il controllo nelle due regioni più orientali del paese con la forza.

Solo dando la sensazione di potercela fare potrà sperare convincere i potentati locali a sostenerne lo sforzo per l’unità del paese e a organizzare milizie da contrapporre a quelle che si dichiarano filo-Mosca.

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