La Pravda di Donetsk e il referendum

A Donetsk riappare la polizia per le strade (oggi ho visto ben 5 uomini in divisa, piu` di quanti ne avessi visti dal mio arrivo), mentre dai palazzi amministrativi gli anti-governativi passano all’occupazione delle scuole rionali.

Nonostante le parole distensive di V. Putin di ieri, domenica si terra` comunque il referendum con cui la Repubblica Popolare di Donetsk intende ottenere la legittimazione popolare.

“Chi vorra` andare a votare, dovra` poterlo fare nei “luoghi abituali””, questo e` il messaggio che da settimane si comunica alla popolazione. Da qui segue la decisione degli organi della Repubblica Popolare di Donetsk di occupare le scuole i cui présidi si rifiutano di concedere l’agibilita` nei prossimi giorni. A quanto mi dicono i miei coinquilini, sarebbe stata occupata anche una scuola vicino a casa nostra.

Infatti gli unici a festeggiare sono i bambini. Gli istituti infatti formalmente rimarranno aperti, perche` la consultazione non e` riconosciuta dal governo di Kiev, ma presidi hanno informalmente raccomandato ai genitori di non mandare i figli a scuola da oggi a martedi` per timore di incidenti.

E` quindi evidente che quanto pronunciato ieri dal leader russo in merito alla ricerca del compromesso con Kiev non e` servito a far desistere gli anti-governativi dal loro proposito.

Del resto nemmeno i media russi piu` vicini al Cremlino hanno interrotto la loro politica di sostegno alla Repubblica Popolare. “Vesti FM” ha intensificato la trasmissione del programma “Radio Respublika”, realizzato dagli anti-governativi.

Radio Respublika e` un mix di notiziari, annunci, proclami e chiamate alla difesa della RPD.

Una di esse oggi invitava tutti i membri delle forze dell’ordine a passare dall’altro lato della barricata. Un altro richiedeva agli uomini in salute di aderire al servizio di sicurezza organizzato dagli indipendentisti in vista delle celebrazioni del giorno della Vittoria sul nazi-fascismo, cioe` il 9 maggio.

Ma Radio Respublika dal 5 maggio non e` piu` l’unico canale di informazione “tradizionale”, necessario a raggiungere quelle fasce di popolazione che non hanno mai usato internet.

Oggi in biblioteca ho trovato questa meraviglia:

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Si chiama “Voce del popolo” ed e` il giornale ufficiale della Repubblica, una sorta di Pravda del Donbass.

Ne ho prese due copie delle 300.000 stampate, anche con la meschina speranza che tra qualche anno acquistino valore.

L’editoriale in prima pagina (sono quattro in tutto) e` un interessante condensato di demagogia separatista.

Il primo obiettivo della politica estera della Repubblica sara`, manco a dirlo, l’ingresso nell’Unione Doganale con Russia, Bielorussia e Kazakistan.

Ma con l’indipendenza verra` da se anche la fine dello sfruttamento subito a causa degli oligarchi, che il nuovo governo popolare si propone di cacciare, l’innalzamento graduale delle pensioni ai livelli russi e la riduzione dei prezzi dei combustibili.

La gente del posto non e` fessa e si rende conto dell’impossibilita` di mantenere queste promesse. In pochi sembrano però capire che questa consultazione – lontana da qualunque standard democratico – non dotera` la RPD del riconoscimento internazionale di cui ha bisogno.

Sostenere la Repubblica e` in ogni caso un modo per rigettare questi ultimi 23 anni di indipendenza, in cui le cose a detta di molti sono andate di male in peggio.

Vada come vada, per alcuni il voto di domenica sara` un successo, per gli altri sara` un flop.

Di certo questa consultazione non aiutera` la Repubblica Popolare di Donetsk a ottenere legittimazione internazionale e di certo inasprirà il dialogo con Kiev, ma almeno i bambini avranno due giorni extra di vacanze.

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