Piccoli inconvenienti della vita a Donetsk

Trovarsi a Donetsk di questi tempi è un po’ come trovarsi a Milano, Roma, Torino negli anni della strategia della tensione.

La vita quotidiana scorre normalmente. Sai che c’è la remota possibilità che ti succeda qualcosa, ma un po’ non ci pensi, un po’ ti dici che le probabilità di farsi male sono nulle se si sta attenti a evitare certi luoghi.

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Massaie passeggiano intorno alla sede del governo dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (nonchè ex palazzo dell'amministrazione regionale). Sullo sfondo, bandiere russe e i gazebo dei militanti "repubblicani".

A conti fatti le uniche interruzioni della normalità sono saltuarie, distanti sparatorie e l’emergere di temporanei momenti di panico.

Come quanto avvenuto oggi.

Poco fa, un mio coinquilino mi chiama preoccupato.

“Edek dove sei? Non importa, vai a casa. Dicono che l’esercito ucraino sta arrivando a Donetsk. Ci sono già stati scontri a 20 km da qui ed è meglio se oggi non stiamo in ufficio.”

Sono scettico – in fondo, penso, un intevento dell’esercito a Donetsk sarebbe un bagno di sangue tale da pregiudicare la già ridotta legittimità del governo ucraino – ma obbedisco (anche perchè al momento sono già a casa).

D’altro canto, se le elezioni presidenziali non si terranno anche a Donetsk, la legittimità del futuro presidente sarà limitata in partenza. Lecito perciò pensare anche che Kiev voglia ristabilire l’ordine in città prima di domenica 25, data fissata per le consultazioni.

Però cerco altre conferme dell’intervento armato. Su internet, nessuna delle mie fonti di informazione abituale parla di quello che sarebbe uno sviluppo cruciale dell’attuale crisi.

Ne sui media russi, ne su quelli ucraini trovo alcunchè. I “soliti” scontri in aree limitrofe, ma niente di serio riguardo alla città.

Dopo alcuni minuti passati a leggere le homepage delle principali agenzie di stampa russe e ucraine, incontro una nota, riportata da un piccolo portale informativo pro-Kiev (Novosti Donbassa), con cui l’amministrazione municipale della città di Donetsk smentisce del tutto l’informazione.

Chiedendo delucidazioni ai miei coinquilini, mi confermano che con tutta probabilità si è trattata di una voce fatta circolare artificiosamente.

Tirando un sospiro di sollievo, allo stesso tempo impreco per aver perso mezza giornata di lavoro.

Però ciò che conta è che sia quasi tutto a posto.
Almeno fino al prossimo falso allarme.

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