A parenti e amici preoccupati

Ciao a tutti,

per la prima volta su queste pagine abbandono per un attimo le vesti che ho cercato di indossare quando, da un anno a questa parte, mi sono messo di fronte al monitor con l’intento di capire qualcosa di quell’assurdo paese che e` l’Ucraina.

Sento l’esigenza di scrivervi a titolo personale perche` molti di voi mi hanno chiesto come va, com’e la situazione e via dicendo.

La risposta e` che a me va tutto bene, qui a Donetsk.

In un impeto di retorica da pubblicitario, oggi ho risposto alla mia preoccupata genitrice che “gli unici scoppi che si sentono sono quelli delle risate dei bambini che giocano in cortile”. Retorica o meno, questa frase corrisponde grosso modo alla realta`.

"Non si conducono le elezioni" recita il cartello, riferendosi alle elezioni presidenziali del 25/05. Non sembrano necessarie le armi per garantirne il rispetto.

“Non si conducono le elezioni” recita il cartello, riferendosi alle presidenziali del 25/05. Non sembrano necessarie le armi per garantirne il rispetto.

Gli scontri sono distanti dalla mia casa, situata in un bellissimo quartiere popolare di Donetsk. Il bellissimo non e` ironico: essendo arrivato in primavera, ho potuto apprezzare in pieno la sapienza degli urbanisti sovietici che hanno reso la citta` a misura dei suoi abitanti. Gli spazi verdi abbondano e sono uno sfogo per molti degli abitantii della citta`, soprattutto per quelli che sono sempre stati contadini e che sono diventati minatori solo negli ultimi decenni di sviluppo della citta`.

Come dicevo, gli scontri sono lontani e invisibili, oltre che inudibili a me come ai miei coinquilini.

Sono tranquillo, anche se non nego che la situazione potrebbe cambiare nei prossimi giorni in seguito all’ultimatum lanciato da Kiev ai separatisti sull’abbandonare la citta`.
Forse uno spiegone puo` essere utile.

Dopo le elezioni presidenziali del 25/05, vinte a mani basse da Poroshenko, gli antigovernativi si aspettavano subito un atto di forza da parte di Kiev. Grazie all’elezione di presidente legittimo, Kiev ha infatti maggiore legittimita` nel condurre un’operazione di piu` ampia portata che coinvolga le forze regolari ucraine.

Per questo motivo, i miliziani della repubblica popolare di Donetsk (o chi per loro in qualche altro paese) hanno deciso che fosse subito necessario riprendere l’iniziativa.

Dalle 00.00 del 26 maggio e` entrato in vigore il divieto per le truppe ucrane di trovarsi sul territorio della RPD. Gli unici luoghi dove era sensibile la presenza delle forze regolari di Kiev erano proprio stazione e aeroporto, il cui controllo e` peraltro indispensabile per la messa in sicurezza della Repubblica.

Alle prime ore dell’alba, i miliziani della Repubblica, hanno attaccato e cercato di conquistare entrambi questi punti nevralgici della citta`. La risposta dell’esercito, per la prima volta da molti mesi, e` stata durissima.

In poche ore di scontri, gli anti-Kiev hanno riportato oltre 100 vittime, mostrando la loro inadeguatezza di fronte a truppe ben armate (anche di elicotteri e aerei) e organizzate.

Stante cosi` la situazione, pur non essendo un esperto di strategia militare, intravedo tre possibili sviluppi per la situazione.

Il primo, poco probabile, e` che i separatisti continuino nel loro attacco all’aereoporto e alla stazione. Poco probabile perche`, senza un riequilibrio delle forze in campo, si tratta sostanzialmente di una chiamata al suicidio cui qualunque soldato – specie uno poco disciplinato come quelli della RPD – si rifiuterebbe di obbedire.

Il secondo, anch’esso poco probabile, ma comunque piu` del primo, e` che gli anti-Kiev decidano di lasciare le posizioni e provare a scappare. Chi in Crimea, chi in Russia. Sarebbe la fine della Repubblica e una vittoria per Kiev. Il realizzarsi di questo scenario legittimerebbe fortemente Poroshenko e gli darebbe una forte posizione negoziale sia nei confronti della Russia, sia rispetto al governo di Kiev (di cui nessuno dei suoi affiliati politici fa parte). Anche per questo motivo credo che gli anti-Kiev non molleranno cosi` facilmente.

Il terzo, piu` plausibile scenario, vede gli anti-Kiev asserragliarsi nel centro della citta`, con lo scopo di difendersi usando la popolazione civile come scudo dagli attacchi dell’esercito. Differentemente dall’aereoporto e dalla stazione infatti, i palazzi occupati si trovano in zone densamente popolate, in cui eventuali azioni di guerra comportano il rischio di gravi perdite tra la popolazione civile.
E` l’opzione piu` pericolosa per l’incolumita` degli abitanti di Donetsk, specie di quelli che abitano in prossimita` di questi palazzi.

In ogni caso non e` detto che l’esercito vada fino in fondo in questa operazione. Io francamente lo escludo.

Un bagno di sangue trai civili darebbe legittimita` a quelle forze politiche – sia interne che esterne – che chiedono la cessazione dell’operazione (che a Mosca chiamano “punitiva” e a Kiev definiscono “antiterroristica”).

Mentre la recentemente dimostrazione di forza potrebbe portare il fronte degli indipendentisti a logorarsi dall’interno e, lentamente, a sciogliersi, finche` a concludere l’esperienza della RPD saranno sufficienti normali forze di polizia.

Sono ottimista perche` non contemplo nelle mie ipotesi un intervento della Russia, anche se ci sono forti motivi per pensare che Mosca non stara` a guardare.

Negli scontri di ieri e oggi sono morti diversi cittadini russi – tra cui alcuni di origine cenena – ed e` probabile che il Cremlino continuera` ad inviare milizie di supporto agli indipendentisti, almeno finche` sull’Ucraina non si trovera` un compromesso a livello internazionale che le impedisca di approfondire la cooperazione con la UE.

In ogni caso, state tranquilli per me. Come vi dicevo, nel mio quartiere regna la serenita` ed e` lontano sia dal centro che dagli scontri.

Sono inoltre in una zona ad altissima concentrazione di supermercati, il che mi permette prevedere con un buon grado di certezza che non correro` grandi rischi andando a fare la spesa, essendo il piu` vicino di essi a 50 metri da casa.

Vi abbraccio!

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