I rinnovati scontri nel Donbass e il caso dell’aereoporto di Donetsk

Da alcuni giorni è andata intensificandosi la violenza degli scontri tra forze pro-Kiev e separatisti nel Donbass, con decine di vittime trai civili registrate negli ultimi 10 giorni.

Ma la guerra continua anche sul piano informativo.

Le questioni attorno a cui media ucraini e russi si stanno scatenando in un effluvio di prove, controprove e speculazioni cui non si assisteva dall’abbattimento del volo malese MH17, sono sostanzialmente due.

1) Chi ha aumentato nuovamente la violenza degli scontri? Posto che l’accordo sul cessate il fuoco raggiunto a settembre dalle parti non è mai stato veramente rispettato, è altrettanto vero che fino poche settimane fa l’intensità degli scontri si era mantenuta su livelli inferiori rispetto all’estate 2014. Media russi e ucraini dall’inizio di questa settimana si rimpallano la responsabilità per la rinnovata asprezza degli scontri negli ultimi giorni.

2) Nelle ultime settimane ci sono stati almeno due episodi capaci di grado di attirare un po’ di attenzione da parte dei media internazionali e di permettere agli spin doctor delle due parti di portare acqua al proprio mulino presso l’opinione pubblica mondiale. I media di ambo le parti si sono gettati su questi eventi con il solo scopo mostrare la crudeltà del’altra parte. Il primo episodio, avvenuto il 13 gennaio a Volnovakha, un piccolo centro nella regione di Donetsk, è stato il l’esplosione di una granata causa della quale sono morte 12 passeggeri di un pullman. Il secondo, avvenuto questa mattina in pieno centro a Donetsk, è stata la morte di 15 persone a causa dell’esplosione del colpo di un obice nei pressi di una affollata fermata di autobus.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, mi sembra difficile stabilire con certezza la responsabilità dell’atto, anche con l’aiuto degli esperti dell’OSCE. In questi casi infatti, si riesce a stabilire con un discreto grado di certezza soltanto la provenienza del colpo e il tipo di obice utilizzato per spararlo. Non a caso media russi ucraini hanno già riportato le opinioni di “beninformati” dell’una e dell’altra parte in merito al calibro dell’arma utilizzata, così da accusare l’altra partè in quanto esclusiva proprietaria di obici di quel tipo.

Se sul secondo aspetto è difficile avere un’opinione comprovata da fatti, alla domanda su chi abbia riportato il livello degli scontri agli attuali preoccupanti livelli sembra più facile rispondere.

Il mio ragionamento in proposito parte dal fatto che la rinnovata violenza si irrora sulla regione a partire da un epicentro: l’aereoporto di Donetsk, unico punto della città rimasto, dall’inizio degli scontri fino a questa notte, sotto il controllo dell’esercito ucraino. L’aereoporto ha nel tempo perso parte del proprio valore strategico (anche le piste sarebbero ormai inservibili, anche se Mark Galeotti della NY University non esclude che possa ancora servire come punto per i rifornimenti russi ai ribelli), ma ha assunto un forte valore simbolico. Negli ultimi mesi i media ucraini hanno infatti epicizzato la sua difesa, definendo i soldati impegnati in quest’opera “cyborgs” (da un’intercettazione telefonica 2 tra ribelli filo-russi sorpresi dalla resilienza dei difensori ucraini). Non bisogna però dimenticare che l’aereoporto era anche la testa di ponte per qualunque tentativo ucraino di riconquista della città. Il controllo ucraino di questo luogo era con altre parole una minaccia per la sicurezza della DNR.

Per il suo valore strategico e simbolico, vien logico pensare che chi fosse più interessato a rinnovare gli scontri fossero proprio i separatisti, a maggior ragione considerando che da mesi la catena logistica che collega le retrovie ucraine alle truppe dislocate nell’aereoporto è stata più volte interrotta.

Resta inteso il valore di mere congetture di quanto sopra detto. Tutto fuorchè congettura è però la preoccupazione per l’aumento della violenza di un conflitto in cui sono coinvolte diverse centinaia di migliaia di civili.

Non è chiaro se i separatisti siano riusciti effettivamente eliminare la presenza ucraina nell’aeroporto: le fonti ucraine sono, come sempre, molto confuse (nella mattinata di oggi alcuni dei volontari hanno annunciato il ritiro dei cyborg dall’aereoporto, ma a qualche ora di distanza fonti ufficiali affermano che solo una parte dell’aeroporto sarebbe stata abbandonata perchè indifendibile). Non si può comunque escludere che le forze pro-Kiev provino a entrarne nuovamente in possesso, causando ulteriori vittime civili negli scontri.

Advertisements